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COMUNICATO STAMPA: PLAUSO DEL GPV AI PARLAMENTARI DEL CONSIGLIO D’EUROPA CONTRARI ALLA FECONDAZIONE CON IL DNA DI TRE PERSONE



COMUNICATO STAMPA 13-2013

I Giuristi per la Vita plaudono alla coraggiosa iniziativa di trentaquattro membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa – tra cui due soli italiani: l’on. Elena Centemero del PDL e l’on. Jonny Crosio della Lega Nord – che hanno deciso di sottoscrivere una formale dichiarazione (written declaration no. 557 - doc. 13325 del 3 ottobre 2013) contro la decisione del governo britannico di concedere il via libera alla fecondazione in vitro mediante l’utilizzazione del DNA di tre persone diverse.
Una simile aberrante tecnica procreativa, oltre a rappresentare pericolosa «pratica di carattere eugenetico» dalle conseguenze e implicazioni inimmaginabili anche sotto il profilo antropologico, si pone in palese violazione di precise norme internazionali:
(a) l’art.24 della Dichiarazione Universale sul Genoma e i Diritti Umani dell’UNESCO che ritiene «contrari alla dignità umana gli interventi sulle cellule germinali»;
(b) l’art. 13 della Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina, il quale sancisce che «un intervento finalizzato a modificare il genoma umano non può essere intrapreso che per delle ragioni preventive, diagnostiche o terapeutiche e solamente se non ha come scopo di introdurre una modifica nel genoma dei discendenti»;
(c) l’art.3, secondo comma, lett.b), della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, il quale stabilisce che nell’ambito della medicina e della biologia deve essere sempre rispettato «il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone»;
(d) l’art.13, paragrafo 91, del rapporto esplicativo della Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la Biomedicina, il quale proclama che «qualunque intervento finalizzato alla modifica del genoma dei discendenti è vietato», con la conseguenza che «per quanto riguarda, in particolare, le modifiche di spermatozoi od ovociti nell’ambito di un processo di fecondazione, queste non possono essere autorizzate».
I Giuristi per la Vita apprendono, quindi, con vivo piacere che esiste qualcuno ancora disposto a protestare pubblicamente contro quest’assurda idea di creare esseri umani geneticamente modificati, e si associano all’accorata denuncia.

IL PRESIDENTE
Avv. Gianfranco Amato

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