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Comunicato stampa 2/2013

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo sottrae il figlio al padre naturale, per darlo in adozione alla compagna omosessuale della madre.
I Giuristi per la Vita ritengono che commentare questa sentenza in termini di diritto sia offensivo per qualunque persona dotata di ragione.
In casi come questo il diritto, infatti, sembra avere definitivamente smarrito la propria funzione di salvaguardia della società e di promozione umana. Esso è ormai diventato soltanto un'arma utilizzata pervicacemente non per servire la società, ma per distruggerne i fondamenti.
Non si tratta dunque di analizzare la logicità delle argomentazioni o le simmetrie concettuali. Come è noto, la falsità delle premesse genera conclusioni aberranti, ridicole quando non mostruose, come nel caso in oggetto.
Resta ora a ogni uomo di buona volontà il compito, improrogabile, di reagire all'arbitrio e alla tirannia camuffati sotto le vesti della legalità.

IL PRESIDENTE
Avv. Gianfranco Amato

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