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IL TESTO DELLA DIFFIDA DEI GpV A UNAR, DIPARTIMENTO DELLE PARI OPPORTUNITA', MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE ED ALTRI ORGANISMI CONTRO LA DIFFUSIONE DELL'IDEOLOGIA GENDER

DIPARTIMENTO DELLA PARI OPPORTUNITA’
Largo Chigi, 19 - 00187 Roma
UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI
Largo Chigi, 19 - 00187 Roma
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Viale Trastevere, 76/a - 00153 Roma
UFFICI SCOLASTICI REGIONALI
Loro Sedi
UFFICI SCOLASTICI PROVINCIALI
Loro Sedi

ATTO DI DIFFIDA

Il sottoscritto Avv. Gianfranco Amato, nato a Varese, il 1° marzo 1961, in qualità di Presidente e legale rappresentate dell’associazione Giuristi per la Vita, Codice Fiscale 97735320588, con sede in Roma, Piazza Santa Balbina n. 8,

PREMESSO

- che l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (U.N.A.R.), ente governativo istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha approvato in data 29 aprile 2013 il documento denominato Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015),
- che tale documento contiene le linee guida per l’applicazione dei princìpi contenuti nella Raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, volta a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere;

- che il medesimo documento contempla, in particolare, uno specifico punto strategico (4.1. Asse Educazione e Istruzione) per diffondere la teoria del gender nelle scuole, attraverso anche iniziative volte ad offrire ad alunni e docenti, ai fini dell’elaborazione del processo di accettazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere.
- che tali misure devono comprendere «la comunicazione di informazioni oggettive sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, per esempio nei programmi scolastici e nel materiale didattico, nonché la fornitura agli alunni e agli studenti delle informazioni, della protezione e del sostegno necessari per consentire loro di vivere secondo il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere»;
- che il documento de quo prevede espressamente, tra l’altro, l’obiettivo strategico di «ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche LGBT», di «garantire un ambiente scolastico sicuro e gay friendly», di «favorire l’empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni», nonché di «contribuire alla conoscenza delle nuove realtà familiari, superare il pregiudizio legato all’orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei confronti dei figli di genitori omosessuali», anche attraverso:

(a) la «valorizzazione dell’expertise delle associazioni LGBT in merito alla formazione e sensibilizzazione dei docenti, degli studenti e delle famiglie, per potersi avvalere delle loro conoscenze»;
(b) il «coinvolgimento degli Uffici scolastici regionali e provinciali sul diversity management per i docenti»;
(c) la «predisposizione della modulistica scolastica amministrativa e didattica in chiave
di inclusione sociale, rispettosa delle nuove realtà familiari, costituite anche da genitori omosessuali» (genitore 1 e genitore 2);
(d) l’«accreditamento delle associazioni LGBT, presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, in qualità di enti di formazione»;
(e) l’«arricchimento delle offerte di formazione con la predisposizione di bibliografie sulle tematiche LGBT e sulle nuove realtà familiari, di laboratori di lettura e di un glossario dei termini LGBT che consenta un uso appropriato del linguaggio»;

- che lo stesso documento prevede anche la «realizzazione di percorsi innovativi di formazione e di aggiornamento per dirigenti, docenti e alunni sulle materie antidiscriminatorie, con un particolare focus sul tema LGBT sullo sviluppo dell’identità sessuale nell’adolescente, sull’educazione affettivo-sessuale, sulla conoscenza delle nuove realtà familiari», e che tale formazione «dovrà essere rivolta non solo al corpo docente e agli studenti (con riconoscimento per entrambi di crediti formativi) ma anche a tutto il personale non docente della scuola (personale amministrativo, bidelli, etc)»;


CONSIDERATO


che il citato documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015):

(a) espropria la famiglia – ambito privilegiato e naturale di educazione – del compito di formazione in campo sessuale, disconoscendo il fatto che la stessa famiglia rappresenti l’ambiente più idoneo ad assolvere l’obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale, in maniera prudente, armonica e senza particolari traumi;
(b) si pone in palese violazione di due diritti fondamentali riconosciuti, garantiti e tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: l’art.18, il quale garantisce la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, i propri valori religiosi nell’educazione, e l’art.26 nella parte in cui attribuisce ai genitori il diritto di priorità nella scelta di educazione da impartire ai propri figli;
(c) si pone in palese violazione dell’art.30 della Costituzione italiana che garantisce e tutela il diritto dei genitori ad educare i propri figli, nonché delle disposizioni del codice penale in materia, e di tutte quelle che pongono quale limite per qualsiasi atto, privato o pubblico, il principio del buon costume;
(d) è stato adottato omettendo la consultazione di tutte le parti sociali interessate, con specifico riguardo ai genitori ed ai docenti, violando in tal modo non solo il principio ribadito all’interno dello stesso documento (pag.16) e relativo alla necessità di un coinvolgimento di «tutti gli attori della comunità scolastica, in particolar modo le seguenti categorie: gli studenti, i docenti e le famiglie», ma anche il principio previsto nella stessa Raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, -- di cui è emanazione –, nella parte in cui invita espressamente gli Stati membri a «tenere conto del diritto dei genitori di curare l’educazione dei propri figli» nel «predisporre e attuare politiche scolastiche e piani d’azione per promuovere l’uguaglianza e la sicurezza e garantire l’accesso a formazioni adeguate o a supporti e strumenti pedagogici appropriati per combattere la discriminazione» (Allegato VI Istruzione, n.31); in realtà, come si evince dal decreto di costituzione del Gruppo Nazionale di Lavoro emanato in data 20 dicembre 2012 nessuna associazione familiare o associazione professionale dei docenti è stata coinvolta, mentre si è ritenuto di limitare la partecipazione al gruppo di lavoro a ben ventinove associazioni LGBT;
(e) non ha neppure tenuto conto del diritto dei genitori alla «corresponsabilità educativa» previsto dalle “Linee di Indirizzo sulla Partecipazione dei Genitori e Corresponsabilità Educativa”, diramate dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca il 22 novembre 12, il quale, peraltro, partecipava a pieno titolo al Tavolo di Coordinamento Interistituzionale appositamente attivato per la stesura dello documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015);
(f) non ha tenuto in alcun conto le puntuali contestazioni formulate da FORAGS (Forum Regionale Genitori Scuola) lombardo con lettera del 15 aprile 2013 e del FONAGS (Forum Nazionale Genitori Scuola) al Ministro Carrozza con lettera del 12 novembre 2013;
(g) non è stato sottoposto alla valutazione ed al dibattito parlamentare;
(h) è stato adottato successivamente alle dimissioni del Governo ed in regime di ordinaria amministrazione, dopo, peraltro, che il Governo precedente aveva espressamente ritenuto di non assumere alcun provvedimento per recepire la Raccomandazione del Consiglio Europeo del 31 marzo 2010.

TANTO PREMESSO E CONSIDERATO

I Giuristi per la Vita, ut supra rappresentati,


DIFFIDANO

tutte le competenti Amministrazioni Pubbliche dall’adozione di atti e provvedimenti che diano attuazione al documento Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015), riservandosi sin d’ora di impugnare tali atti e provvedimenti in via amministrative e giurisdizionale,


CHIEDONO

che, in via di autotutela, venga disposto l’immediato annullamento del documento de quo e la cancellazione di tutti i suoi effetti giuridici.
Roma, li 18 dicembre 2013


Con Osservanza
Avv. Gianfranco Amato

 

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